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Cesare Lombroso La teoria del criminale nato

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Cesare Lombroso (di Stefano Tomei)

Chi può negare di aver detto almeno una volta nella vita “quel tipo non mi piace, ha una faccia che non promette niente di buono”, oppure “quel tizio ha proprio la faccia da assassino”? Bene, c’è chi alla fine dell’ottocento sarebbe stato pronto a dar ragione a queste affermazioni attraverso una documentata Teoria scientifica.

Prendere nota di queste caratteristiche:

-         Fronte sfuggente e bassa

-         Arcate sopraccigliari sporgenti

-         Asimmetria cranica

-         Altezza anormale del cranio

-         Zigomi grandi e sporgenti

-         Mandibola grande

-         Alluce spostato dalle altre dita del piede

-         Orecchie a forma d’ansa

-         Pelosità animale

Se il soggetto sul quale è stato esposto il parere poco edificante di cui parlavamo prima possiede queste caratteristiche o buona parte di esse forse ci si trova davanti un Criminale nato secondo la teoria di Lombroso!

Cesare Lombroso, nato a Verona nel 1836, laureato alla facoltà di Pavia nel 1858, autore l’anno successivo di uno studio sul cretinismo, fu prima primario dal 1866 dell’ospedale civile di Pavia,  direttore del manicomio di Pesaro dal 1871 e dal 1876 divenne professore di medicina all’Università di Torino. Fu proprio nel periodo tra il 1871 e il 1876 che pubblicò (non primo tra i molti saggi da lui scritti) lo studio intitolato: L’uomo delinquente.

Quale è la teoria che Lombroso espone in questo saggio? Secondo Cesare Lombroso alcune caratteristiche anatomiche del cranio umano possono rivelare la natura criminale dell’uomo.

Lombroso infatti divideva in due categorie i delinquenti:

-         I delinquenti per passione (occasionali)

-         I delinquenti nati.

Il professore veronese spiegava col suo saggio che le caratteristiche succitate hanno significato “atavico” perché ripetono le forme degli antenati anche preumani dell’uomo. Il criminale “nato” racchiude quindi in se le caratteristiche primitive, quindi lo si può riconoscere attraverso alcuni marcatori fisiognomici.

Lombroso maturò e sviluppò la sua teoria mentre stava sezionando il cranio di un criminale di nome Vilella, rimanendo colpito dalle numerose anomalie del suo cranio, anomalie che credette di aver già riscontrato anche in animali.

Ma il buon dottore non si limitò a esporre una semplice teoria, bensì sezionò oltre 400 cadaveri di criminali e studiò oltre 6000 delinquenti vivi, oltre a pubblicare a supporto uno studio sul cranio di Carlotta Corday, l’assassina del rivoluzionario Marat (quello nella vasca da bagno).

Delle teorie di Lombroso è rimasto ben poco di valido, ma ai suoi tempi ebbero un grande successo perché risultarono rassicuranti presso il pubblico: permettevano di riconoscere a vista un delinquente da una persona onesta.

Stefano Tomei

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