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Cuzco città sacra degli Inca

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Cuzco città sacra degli Inca

La ricerca archeologica ha cominciato da  non molto a svelare i segreti di Cuzco, in Perù,  l’antica capitale degli Inca.  Nel 1438 il loro capo Pachacutec, che era  riuscito a espandere il suo impeto sconfiggendo a ovest i Chanca, fece ricostruire la  città in forma di puma accovacciato, l’animale collegato con gli inferi. Infatti gli sciamani assumevano spesso lo spirito del puma  quando entravano nel mondo ultraterreno.  Chi entrava in Cuzco, entrava nel puma.

Cuzco rispecchiava anche l’impero inca, essendo come questo divisa in quattro settori, e quattro erano anche le strade che conducevano alle province conquistate. Nella  città, la gente proveniente dalle regioni più  lontane viveva in quartieri che corrispondevano alla loro terra d’origine.  Dal centro del culto il Tempio del Sole,  o Coricancha – si irradiavano 41 linee magiche, invisibili, chiamate ceques, lungo le  quali si trovavano i huacas, luoghi sacri come sorgenti, montagne, santuari, rocce scavate e scalinate, dove le famiglie celebravano sacrifici in determinati periodi.  Le ceques fungevano in parte da calendario astronomico, con i loro 328 huacas corrispondenti a 12 mesi lunari.

Gli astronomi inca usavano alti segnalatori per osservare la  luna, il sole e le stelle, con particolare riguardo per la luna nei solstizi d’inverno e d’estate, quando gli Inca si bagnavano nelle cascate sacre delle ceques e immolavano sacrifici  cruenti, anche di bambini. l calcoli astronomici indicavano anche i momenti più propizi per seminare e raccogliere le messi.  ll cielo, le stelle, la luna, il sole, la pianta  della città e l’ambiente circostante contribuivano a far si che, sia per i visitatori sia per gli  indigeni, Cuzco apparisse come “l’ombelico  del mondo”. Ma gli Spagnoli che arrivarono  nel 1533 avevano occhi solo per l’oro e l’argento che adornavano i templi e non riconobbero la sacralità della città, simbolo dell’impero inca, in cui si collegavano il mondo  sotterraneo (il puma) e i cieli (le ceques).

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