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Idromanzia

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Idromanzia

Divinazione per mezzo dell’acqua. per sapere se l’esito di un’impresa appena realizzata da un individuo, sarà positivo o negativo, si appende un suo anello ad un filo, e si sospende su di un bicchiere d’acqua. Se l’anello si scontra diverse volte con il cristallo, il progetto andrà avanti felicemente; ma se l’anello resta immobile, il consultante farà bene a non intraprendere l’affare, che sicuramente gli darà affari funesti.

Esistono altri modi di praticare l’idromanzia:

In uno stagno di acqua tranquilla si gettano, a brevi intervalli, uno rotondo, uno quadrato e l’altro triangolare, e si osservano i circoli e le increspature che possono interpretarsi proprio come le forme create dai fondi di caffè.

Si riempie un bicchiere d’acqua e si recitano le seguenti parole: Aniel Vehuel, Vevahlia, Haamia, Jelahia, Danaiel, omnes occurrite. A quel punto si osserva: se l’acqua straripa a fiotti, è un bruttissimo segno, mentre se, dopo un leggero sussulto, rimane tranquilla, l’augurio è positivo.

L’ultimo sistema  per praticare l’idromanzia, consiste nel pronunciare le stesse parole lasciando cadere, nel contempo, una goccia d’olio sulla superficie dell’acqua, attraverso la quale guardare, come in uno specchio magico, ciò di cui si vuole essere edotti.

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