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L’Arca dell’Alleanza

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L’Arca dell’Alleanza

L’Arca dell’Alleanza. L’oggetto di culto  più caro agli antichi Ebrei  era una  cassa di legno di acacia ricoperta d`oro, di  circa 75 X 75 x 100 cm. Le estremità del coperchio erano ornate da due cherubini, le  cui ali si toccavano per formare il trono di  Dio, di cui l’arca era il poggiapiedi. L’arca  conteneva le reliquie più preziose della storia di Israele: le tavole della Legge con i  Dieci Comandamenti.  Essa simboleggiava la presenza di Dio e  accompagnava il popolo nel deserto e in  guerra. Circondata di profonda venerazione, l’arca doveva essere coperta di veli prima di essere sollevata. Solo il sommo sacerdote poteva avvicinarvisi una volta all’anno, nel giorno della Riparazione. Toccarla  significava morte certa.  Dopo l’insediamento a Canaan degli  Ebrei, l’arca rimase a Silo finché i Filistei  non la catturarono e la portarono nel tempio del loro dio Dagon, ad Asdod. Il mattino seguente, la statua di Dagon giaceva a  faccia in giù, come in adorazione. raddrizzata, ricadde e la testa e le mani si staccarono dal corpo. Un’epidemia di peste bubbonica colpì gli abitanti di Asdod, probabile  conseguenza di un’invasione di topi. Dovunque si portasse l’arca per nasconderla, si  verificarono epidemie simili, finché i Filistei non la restituirono a una città ebrea.  Il re Davide la portò a Gerusalemme e  più tardi fu sistemata nel tempio di Salomone, ma sparì quando i Babilonesi invasero la città, nel 587 a.C. Secondo alcuni  Ebrei, l’arca fu nascosta per ricomparire con  l’arrivo del Messia tanto atteso.

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