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La leggenda del teschio urlante

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La leggenda del teschio urlante

Nel XVII secolo un membro della famiglia Pinney di Bettiscombe si   trasferì all`isola di Nevis, nelle Indie  Occidentali, dove fece fortuna. Negli anni  Quaranta dello stesso secolo suo nipote,  John Frederick Pinney, tornò nella natia  Bettiscombe e portò con sé un fedele  schiavo di colore. Prima di morire, quest’ultimo  si fece promettere che il suo corpo sarebbe  stato riportato a Nevis (o, secondo un’altra  versione, in Africa). La promessa non fu  però mantenuta e lo schiavo fu seppellito  nel cimitero del villaggio.  Pochissimo tempo dopo dal camposanto  cominciarono a provenire le urla più  terrificanti che si possano immaginare e  chiunque le sentiva rimaneva terrorizzato. La  cosa andò avanti fino a che le spoglie dello  schiavo furono riesumate e il suo teschio fu  riportato nella casa di Pinney e nascosto in  una nicchia appositamente ricavata sotto il  tetto. Tornò la pace, ma ogni volta che si  provava a portare via dalla casa il teschio le  urla spettrali ricominciavano e i tentativi  venivano abbandonati. Una volta un  membro della famiglia gettò il teschio in  un lago: lo schianto fortissimo di un  tuono seguito dalle solite urla terrificanti  lo convinsero però a ripescarlo in fretta e  furia e a risistemarlo nella posizione  originaria. In un’altra occasione il teschio  fu seppellito in giardino, ma nel giro di tre  giorni riuscì a risalire in superficie scavando  la terra con i denti.

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