Home Archivio L’estremo messaggio di un cane

L’estremo messaggio di un cane

0 1323

 L’estremo messaggio di un cane

Pasqua 1883, Costa Azzurra. Il signor Bagot  e sua moglie Mary, inglesi di Norfolk, erano  in vacanza con le loro due figlie e una cugina all’Hotel des Anglais di Mentone. La sera del 24 marzo, la loro figlia Adela accusò  un’emicrania, per cui rimase in camera mentre gli altri scendevano a cena.  La famiglia non aveva ancora iniziato a  mangiare, quando Mary Bagot, vedendo la  sua cagnetta Judy attraversare di corsa la sala da pranzo, esclamò: “Ma c’è Judy!”. Un  momento dopo si rese conto del suo errore:  non poteva essere Judy, dal momento che  l’avevano lasciata in Inghilterra. Fatta una  piccola inchiesta, la signora apprese che non  c’erano cani in albergo, ad eccezione di un  terrier nero e marrone.

Finita la cena, i Bagot raccontarono scherzando l’episodio ad  Adela, che lo annotò nel suo diario.  Quattro giorni dopo, arrivò una lettera  con la triste notizia che Judy, all’ora di colazione, si era sentita male e mezz’ora dopo era  morta. Anche questo fu annotato nel diario  di Adela e benché il giorno della morte della bestiola non fosse indicato nella lettera, sua madre ebbe l’impressione che Judy fosse  morta il giorno in cui l’aveva vista.  l’episodio, benché banale, non è facile da  spiegare. La signora Bagot non aveva alcun  motivo per preoccuparsi della salute della  sua cagnetta e per dedicarle i suoi pensieri.  Fu Judy, allora, a proiettare la propria immagine alla padrona assente? O furono i pensie-  ri di qualche altro membro della famiglia Bagot a essere trasmessi alla signora?  E perché il cane fu visto correre attraverso la sala? “Sapeva” Judy, o chi per lei, dove  si trovava la padrona? E conosceva così bene  l’ambiente da produrre un’inmagine tanto  realistica? O era stato l’inconscio di Mary  Bagot che, ricevuto il messaggio, lo aveva  proiettato nel luogo in cui si trovava?

 

Articoli simili

Nessun Commento

Lascia una Risposta