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A Milano: L’urna contro il mal di testa

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A Milano: L’urna contro il mal di testa

Almeno novant’anni erano passati da quella mattina del 6 aprile 1252, quando Pietro da Verona, inquisitore generale di Lombardia, predicatore pieno di zelo, era stato assassinato con un colpo di scure che quasi gli aveva mozzato il capo. Giovanni Visconti, arcivescovo di Milano, particolarmente devoto al martire domenicano — aveva commissionato allo scultore Giovanni di Balduccio una splendida urna di marmo per raccogliere degnamente i resti del predicatore – cominciò inspiegabilmente ad essere perseguitato da furiosi mal di testa che non gli davano tregua né giorno né notte Consultò i medici, si raccomandò a Dio, seguì  le cure più assurde: niente da fare, il mal di testa non lo abbandonava va un istante e, le poche volte che accennava a diminuire, era per riprendere subito dopo con raddoppiato vigore. Nessuno riusciva a trovare la causa delle sofferenze dell’Arcivescovo, eppure un motivo oi doveva pur essere. Dopo mesi e mesi  di dolori, un giorno Giovanni Visconti ebbe l’illuminazione:l’origine del suo male non poteva che essere una s ola, e precisamente la profanazione da lui  compiuta sul corpo di san Pietro Martire. Quando infatti, nel 1340, le spoglie del predicatore erano finalmente state sistemate nell’arca di marmo del Balduccio nella chiesa di Sant’Eustorgio, Giovanni non aveva saputo resistere alla tentazione di spiccare il capo del martire per conservarlo, a parte, in un’urna in casa sua. E questo ”accomodamento”, evidentemente, non era piaciuto al santo. I mal di testa di cui soffriva l’arcivescovo, quindi, altro non erano che un avvertimento ed an invito a riportare la testa vicino al corpo del martire. Nel giro di poche ore il capo di Pietro da Verona fu posto vicino all’arca di marmo, e Giovanni Visconti non soffrì  mai più di dolori di testa. La notizia della guarigione dell’arcivescovo si sparse rapidamente per la citta. I milanesi acclamarono Pietro da Verona il loro personale santo protettore dalle emicranie. Circa un secolo e mezzo dopo l’episodio, i resti del Martire vennero trasferiti nella cappella Portinari, appositamente eretta per custodire l’urna contenente il capo di san Pietro e l’arca di marmo che custodisce tuttora i1 suo corpo. Ed ancora oggi, il 29 aprile (festa di san Pietro Martire), i milanesi si recano dal loro protettore per chiedere l’ ”esenzione” dal mal di testa per tutto l’anno: basta toccare con il capo o con la mano l’arca firmata da Giovanni Balduccio, o procurarsi panni, fazzoletti ed altri indumenti che siano stati messi a contatto con il vetro dell’urna che custodisce la testa del santo…

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