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Milano , La storia del Leone di piazza san Babila

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Milano , La storia del Leone di piazza san Babila

 Tra i nobili veneziani se ne discuteva da tempo. Se il colpo fosse andato a segno, con ogni probabilità la fiorente città di Milano sarebbe diventata nient’altro che un’appendice lombarda della Serenissima. Il piano strategico era molto semplice: attaccare i milanesi all’improvviso, durante la notte. La sorpresa avrebbe certo impedito agli abitanti della città di organizzare un’efficace resistenza, e Milano sarebbe caduta come una pera maturanelle mani dell’esercito veneziano. La data dell’attacc0 era gia stata fissata. Poco dleo 1opo un tramonto di circa cinque secoli fa, i veneziani si avvicinarono guardinghi alle mura della città, che allora finiva poco più in la di San Babila. Tutto era pronto per il segnale d’attacco, quando le vedette furono insospettite da un rumore simile al rullo di tamburo. Che i milanesi si fossero accorti in tempo del pericolo ed avessero potuto studiare un efficace piano di difesa? I veneziani – nonostante la loro accurata preparazione della spedizione — non potevano certo sapere che Ii vicino si trovava la bottega di un prestinée (panettiere), intento ad abburattare la farina, e pensarono subito al peggio. Sospesero l’attacco ed inviarono una pattuglia in avanscoperta. Ma, ahi loro, non furono abbastanza silenziosi. Il panettiere non poté certo fare a meno di udire qualche rumore sospetto. Quatto quatto, a sua volta uscì dal forno e diede un’occhiata nei paraggi. Appena scorse le schiere di armati nascoste nell’ombra, si precipitò a dare l’allarme. In un batter d’occhio tutti i milanesi scesero nelle strade, organizzarono barricate e respinsero l’attacco nemico. La città era salva. Ma i veneziani non si erano accontentati di fuggire a gambe levate all’arrivo degli ambrosiani: avevano anche abbandonato, sul campo di battaglia, tutte le loro insegne e le bandiere con lo stemrna di San Marco. E troneggiava pure, in mezzo al disordine ed alle barricate mezze distrutte, un gigantesco leone in pietra, simile in tutto e per tutto ai leoni che ancora oggi fanno bella mostra di sé in piazza San Marco, a Venezia. Il leone veneziano fu dichiarato bottino di guerra e sistemato proprio in piazza San Babila, su di una colonna. Forse per ricordare alle generazioni future che conquistare Milano era impresa tutt’altro che facile.

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