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Il Panettone – Il “Pan del Toni”

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Il Panettone

Era la vigilia di Natale. Alla corte di Ludovico Sforza, in castello, tra musiche, canti e giochi di buffoni, era in corso un pranzo di gala. Già da diverse ore si alternavano sulle tavole riccamente imbandite piatti di cacciagione, pollami, pasticci ricercati ed elaboratissimi manicaretti, montagne di formaggi e piramidi di frutta esotica, insieme con fiumi di vini pregiati. Era proprio un banchetto degno della corona Ducale, come il favoloso e delicatissimo dolce che avrebbe concluso, di lì a poco, il sontuoso intrattenimento.  Proprio in occasione del cenone natalizio, infatti, il famoso capo delle cucine di casa Sforza, aveva preparato un dolce particolare da un’antica – e segretissima – ricetta tramandata di padre in figlio. Ma quella sera accadde qualcosa di imprevisto, destinato a sconvolgere tutto l’allestimento del pranzo del Duca: il favoloso dolce, si era bruciato. A pochi minuti dalla comparsa in tavola dell’attesissima leccornia finale, in cucina scoppiò una tragedia. Un banchetto degno di questo nome non poteva concludersi senza dolce ci sarebbe andato di mezzo il prestigio della famiglia ducale oltre alla reputazione del cuoco  e, forse, anche la sua testa. Ma non rimaneva abbastanza tempo per preparare un altro dolce, che fare? I commensali cominciavano a rumoreggiare, chiedendo a gran voce il dolce, quando il Toni, lo sguattero della cucina, si fece timidamente avanti e, tremando, propose al capocuoco di servire il dolcetto che aveva confezionato lui con gli avanzi della pasta del dolce bruciato, alla quale aveva aggiunto frutta candita, uva, spezie, cedro, uova e zucchero. Sembrava una focaccia, anzi, una grande forma di Pane… Il capocuoco guardò il Toni con aria disgustata, ma non aveva scelta: o portare in tavola il dolce dello sguattero o incorrere nelle ire di Ludovico. Il semplicissimo dolce fu sistemato su di un grande piatto dorato, ma anche così appariva troppo povero rispetto alla solita magnificenza dei piatti sfornati dalle cucine ducali. Fu portato in tavola.                                                                                                             Il Toni si nascose dietro una tenda e seguì tremando il destino della sua prima creazione gastronomica…Incredibile! Dopo il primo istante di perplessità dei commensali, il pane del Toni ebbe un successo clamoroso. Ludovico in persona si congratulò col capocuoco per la brillante trovata. Il Banchetto si era concluso con un trionfo. Ed il “Pan del Toni” (o il Panettone come poi venne chiamato) divenne così famoso da diffondersi in tutto il mondo.                                                                                                                                           .

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