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Perché si dice: Piantare in Asso

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Piantare in Asso

Piantare in asso è la locuzione si usa quando si vuole  descrivere un repentino e improvviso abbandono, senza  nessun preavviso né preoccupazione per le sorti altrui. La  frase in origine era “piantare in Nasso”, ma come avviene  nei passaparola, nel parlato comune si è persa la “n” iniziale, perché si confonde con la “n” finale della preposizione “in” che precede il termine. Lo spiega bene Paolo  Minucci nelle Note al Malmantile riacquistato (1688): «Da  più si dice Rimanere in asso; e ciò segue per corruzione  nella pronuncia, che tanto suona rimanere in asso, che Rimanere in Nasso, come si dovrebbe dire». Nasso (Naxos nelle cicladi) è l’isola  in cui Teseo, eroe della mitologia greca, abbandona Arianna che lo aveva aiutato a sconfiggere il Minotauro con il  suo filo. Secondo alcune versioni del mito, il motivo per  cui Teseo abbandonò tanto improvvisamente e inspiegabilmente l’amata fu perché venne minacciato dal dio Dioniso, che voleva la donna per sé.

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