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Perché si dice Pietra dello Scandalo

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Pietra dello Scandalo

Pietra dello scandalo. Si dice di chi ha contribuito ad arrivare a una situazione insostenibile dal punto di  vista della morale, o comunque del comune senso della  decenza. La pietra dello scandalo può anche, spesso, essere una situazione, una specifica azione che ha portato  a scoprire un comportamento scandaloso che da tempo  andava avanti. La locuzione appare già nellaporcellino Bibbia, dove in un paio di occasioni si parla di «petra scandali», in cui  inciampano coloro che non sono guidati dalla fede. La parola scandalo deriva infatti da scandalum, termine latino  derivato dal greco skandalon che significa “trabocchetto,  insidia”. Dunque la pietra dell’insidia. Da qui deriva poi  l’abitudine che si era diffusa dall’epoca dei Romani di dileggiare pubblicamente chi dichiarava bancarotta, o i debitori insolventi, in un modo che offendeva profondamente  la dignità delle persone colpite: queste venivano infatti denudate dalla vita in giù, e fatte sedere sulla “pietra dello  scandalo” appunto, un grosso macigno che in posizione   ben visibile serviva proprio come scranno per i falliti. Queste pietre venivano chiamate anche “pietre dell’infamia”,  ed erano diffuse un po’ in tutta Italia. Alcune di esse sono  ancora visibili, come la “pietra ringadora”, un blocco di  marmo rosso all’angolo del Palazzo comunale in Piazza  Grande a Modena, su cui i condannati erano costretti a  posare le terga nude per tre sabati consecutivi, dopo che  la pietra era stata unta di materiale urticante. A Firenze il  rito si chiamava ”l’acculata”, e si svolgeva sotto la loggia  del Porcellino, in pieno mercato, ed era orchestrata dal  magistrato del Bargello.

Sulla Loggia del Porcellino a Firenze: Wikipedia

 

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