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Le pietre che cantano e i Mastri Comacini

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Pietre che cantano

Pietre che cantano. La legislazione longobarda parla più  volte dei Maestri Comacini, una    corporazione di capimastri originari  del comasco che, forse, operarono nel  Nord e Centro Italia tra il VII e il IX  secolo. “Forse” perché la loro  esistenza non è mai stata accertata  con sicurezza: secondo alcuni questo  termine (designava genericamente  gli scalpellini la maggior  parte di essi  proveniva da Como);  o è addirittura una  cattiva  trascrizione delle  parole latine  “Magistri cum  machinis”,  ovvero “Mastri  con le  impalcature”. Esistono, però,  una serie di edifici romanici con  decorazioni ricorrenti: per esempio il  Grifone, simbolo   esoterico che  designa i Geni   celesti e la  consacrazione  al cielo.  Secondo il  volume “Le  pietre che   cantano”, del   musicologo tedesco Marius  Schneider,  le decorazioni dei  chiostri edificati dai  Maestri Comacini  hanno un preciso valore  musicale, analogo a  quello di certi simboli  indiani, e costituiscono  una trascrizione in codice  degli inni gregoriani dedicati ai loro  patroni. In tal caso i Maestri si  sarebbero tramandati conoscenze  musicali, simboliche e astrologiche.

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