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Il saggio e i demoni

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Il saggio   e i demoni.

ll giovane Menippo stava celebrando le nozze con una bellissima donna fenicia appena  giunta a Corinto. La coppia e gli amici erano  riuniti nella sala del banchetto quando fu  annunciato un ospite non invitato: era il  saggio Apollonio di Tiana, suo tutore.  Il giorno prima, Apollonio, con una sola  occhiata, si era accorto del pericolo che il  suo pupillo stava correndo. Nella sala delle  nozze, sotto il suo sguardo severo, le tavole  imbandite e i servitori svanirono, e la sposa  stessa finì col confessare di essere una lamia,  ossia una specie di vampiro e di essere attratta dai giovani prestanti e atletici. Così,  aveva rimpinzato Menippo al fine di succhiarne il sangue e mangiarne le carni. Fu  così che Apollonio salvò il giovane mandando all’altro mondo la donna.  Questa è forse la storia più nota su Apollonio, filosofo che si acquistò anche fama di  taumaturgo e di operatore di miracoli. Nato  in Cappadocia, nell’odierna Turchia, all’inizio del I secolo d.C., sarebbe vissuto quasi  cento anni. A 16 anni fece voto di silenzio  per cinque anni. Astemio e vegetariano, viene descritto con i capelli lunghi e scalzo,  sempre in viaggio fra Persia, India ed Egitto,  dove si appropriava della dottrina dei saggi  per portarla in Grecia e a Roma.

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