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Lo spettro urlante della Cornovaglia

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Lo spettro urlante della Cornovaglia.

Fu Jan, o John, Tregeagle a fornire alla Cornovaglia il suo spettro più famoso.  Si dice che Tregeagle, maggiordomo del  barone Robartes a Lanhydrock, si fosse conquistato la fama di disonesto quando vinse  una causa riguardante una proprietà a St.  Breock, nel 1653. All’inizio del XVIII secolo era ricordato come un malvagio, che aveva, fra gli altri delitti, ucciso anche una coppia di coniugi per mettere le mani sull’eredità spettante ai figli.

Si diceva che fosse sepolto in una tomba senza nome nel cimitero  di St. Breock, ai margini della brughiera di  Bodmin, che avesse venduto l’anima al diavolo e che soltanto corrompendo il parroco  fosse riuscito a farsi seppellire in un cimitero.  Secondo quasi tutte le versioni della leggenda, egli fu richiamato dalla tomba quando, nel tribunale di Bodmin, un debitore  cercò di non pagare un debito attestato da  Tregeagle, esclamando “Se davvero Tregeagle è stato testimone di questo, allora io chiedo che Dio lo mandi qui a confermarlo”.

Tregeagle comparve in un bagliore e avvertì minaccioso che sarebbe stato più difficile sbarazzarsi di lui di quanto non fosse stato il convocarlo. Ma il parroco di Bodmin  pensò astutamente di assegnargli compiti  che richiedessero un’eternità per essere ultimati, cosi da impedirgli altre malefatte.  Dapprima gli fu imposto di prosciugare lo  stagno di Dozmary, un bacino ritenuto senza  fondo nella brughiera di Bodmin, usando  una conchiglia di ostrica bucata. Poi dovette  intrecciare corde di sabbia a Padstow, e poi  ancora liberare dalla sabbia la spiaggia di Bareppa. Infine fu confinato a Land’s End, dove  sta tuttora, a scopare la sabbia dalla caletta di  Porthcurno, nella baia di Mill.

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