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Il Mistero Una giornata Particolare -Parte seconda -

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    RACCONTO

    Il Mistero di una giornata particolare -parte seconda – di fabrizio tomei

    Non ci credo! Francesca che stacca il telefono! A quest‟ora sa che la chiamo e stacca il cellulare..il mondo si sta ribaltando. Continuo la mia camminata sprofondato in foschi pensieri e passo tra la gente che bellamente mi ignora, sembra un complotto ordito ai miei danni.
    I miei piedi mi portano in autonomia decisionale fino al grande negozio di elettronica, ormai hanno interrotto la comunicazione col cervello che è completamente occupato a rimuginare su ciò che mi sta accadendo e quindi decidono da soli dove portarmi. Mi ricordo che volevo comprare quel modello di TV LCD 50 pollici di ultima generazione, anche se comprare non è il termine giusto perché, come succede per le auto, per i vestiti e quant‟altro, non avrò bisogno di tirare fuori un euro.
    “Per Marco Bellini questo ed altro!”
    Come sempre me la caverò con poco, in certi casi si accontentano di una foto da esporre come un trofeo.
    Rinnovato nello spirito da queste considerazioni, entro nel negozio e purtroppo vengo risucchiato ancora una volta da quell‟aria di sfigataggine che da stamattina mi aleggia intorno. Intanto entro e nessuno mi considera, muovo qualche passo verso un venditore libero, ma mi viene scippato da un altro cliente, cerco di protestare ma vengo fulminato da un‟occhiataccia del commesso. Aspetto il mio turno, cosa cui non sono abituato, mi do un contegno, cosa cui non sono abituato, faccio un bagno d‟umiltà, cosa che normalmente non so cosa significhi. Passano i minuti, tanti, ed ecco il commesso che sbuffando mi si avvicina. Mi accoglie con un
    “Dica..”
    che è tutto un programma, mi snocciola i dati sul tv tra una biascicata di chewin gum e l‟altra alla velocità di un muflone imbizzarrito e, con gli occhi di una balena spiaggiata, mi spara un prezzo da vertigini che ovviamente potrei permettermi con nonchalance, ma che altrettanto ovviamente non vorrei pagare.
    Mollo sul posto l‟ibrido di muflone/balena e, sempre più disperato, mi avvio verso il mio sushi bar preferito.
    Il “Sushi Star” è il mio posto.
    Là, nel mio regno, potrò rifarmi di tutte le umiliazioni patite e rinfrancare il mio ego una volta per tutte. Il cibo che assaporo al Sushi Star è leggero e quindi l‟ideale prima di andare a lavoro. Quando ho la mattina libera, passo sempre da lì a pranzo. Normalmente è anche l‟ideale per la mia vanità, perché ha la più alta concentrazione di belle ragazze della città tra le quali annovera la solita gamma di veline e starlette che sono la manna per un tipo come me.
    Davanti alla porta mi aggiusto un po‟ il vestito e mi preparo al solito assalto alla baionetta delle rappresentanti del gentil sesso, che faranno a gara per pranzare con me. Mentre varco l‟ingresso, per un attimo i fumi della pessima mattinata mi avvolgono di nuovo e mi preoccupo per il fatto di essere uscito senza il portafoglio, ma è solo un attimo, poi mi ricordo chi sono. Marco Bellini non paga mai il conto:
    “Ma si figuri signor Bellini, per noi è un onore averla qui”
    Sorrido al pensiero e finalmente entro. Chiudo gli occhi per gustare la dolce aspettativa e, quando li riapro, le ragazze sono ancora tutte sedute e i clienti continuano tranquillamente a farsi gli affari propri. Nessuno sguardo furtivo,

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