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William Crookes il Pontefice massimo dello spiritismo

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William Crookes il Pontefice massimo dello spiritismo

William Crookes. Può ritenersi il pontefice   massimo dello spiritismo moderno, giacché anche   i più increduli restarono pensosi innanzi alla immensa autorità di tanto nome. Egli è certo uno   dei più illustri scienziati moderni. A vent’anni   si fece notare nel mondo scientifico per una monografia sulla luce polarizzata, e per essere stato   il primo, in Inghilterra, a studiare con lo spettroscopio le proprietà degli spettri solari e terrestri.   Poi pubblicò dei suoi lavori sulla misura dell’intensità della luce ed inventò strumenti ingegnosi,   come il fotometro di polarizzazione ed il microscopio spettrale. In fatto di chimica sono notevolissimi i suoi studi, segnatamente quello d’analisi   intitolato Metodi scelti. In astronomia gli si debbono numerose ricerche, specie sulla fotografia   celeste. Scoprì un nuovo corpo semplice, il thallium, e un quarto stadio dei corpi, la materia radiante; inventò il famoso tubo Crookes, che fu   la base su cui Roentgen elevò la grande scoperta   dei raggi X per vedere attraverso i solidi. Avuta   notizia delle ricerche della Société  dialectique, il   Crookes, mente aperta ad ogni ricerca, prese a sperimentare col medium Home, ed assistito da due   grandi notabilità scientifiche, W. Huggins ed E.   TV. Cox, ottenne varii fenomeni importantissimi,   apporti di solidi, suono spontaneo di strumenti.   Ma la serie veramente sorprendente di esperienze   fu quella eseguita dal Crookes con la medianità   della signorina Cook. In queste sedute lo spirito   guida della Cook apparve completamente materializzato in forma di una giovanetta rassomigliante al medium. Questo fantasma era così somigliante ad un corpo umano che il Crookes poté   non solo parlargli, ottenerne risposte, ma anche   fotografarlo (Vedi: Pappalardo, Spiritismo, Manuali Hoepli).’ Inoltre poté contare le pulsazioni   ed i battiti del cuore del fantasma; questo, che   disse chiamarsi Katie Hing, apparve per un lungo   periodo, e quando fu giunto il momento in cui   dovette tornare nella sua dimora d’oltretomba, 21   maggio 1874, si accomiatò da tutti gli sperimenta-   tori lasciando loro in ricordo lembi del suo velo   e della sua tunica.

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